Il vero mistero del mondo è il visibile, non l’invisibile.
Oscar Wilde

Trend grafici: Memphis torna di moda e diventa neo-Memphis

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Avete presente quella sensazione che si prova quando si scopre qualcosa di nuovo su di un argomento che si pensava più o meno di conoscere? Questa volta si tratta di un gruppo di artisti italiani degli anni 80 che è tornato di moda: Memphis. Il Gruppo Memphis è stato un collettivo italiano di design e architettura fondato da Ettore Sottsass, attivo a Milano tra il 1981 e il 1987.

Interno Memphis Design
fig. 1 – Design Memphis
Gruppo Memphis
fig. 2 – Il Gruppo Memphis (1981)

Cosa ha a che fare col graphic design? Come spesso accade per i trend grafici, si tratta di una contaminazione tra settori affini: il revival è comparso negli ultimi anni nel design di interni (es. Kartell), nel fashion design (es. Adidas) e da qualche tempo sta interessando il web e il graphic design. Il Wall Street Journal lo ha definito “neo-Memphis”.

Adidas ZX 9000
fig. 2 – Scarpa Adidas ZX 9000 “Memphis”(2014)
Kartell Sottsass
fig. 3 – Collezione Kartell Goes Sottsass: A Tribute to Memphis (2016)

Sottsass lo conoscevo più che altro per la sua collaborazione come designer con la Olivetti per la quale ha disegnato, tra le altre cose, una delle icone del design industriale, la Valentine, una macchina per scrivere portatile in esposizione permanente al MOMA e vincitrice del Compasso d’Oro nel 1970. Riporto queste sue parole perché mi hanno colpito e invogliato ad approfondire il suo pensiero, magari vi fanno lo stesso effetto: “…non capisco perché il design che dura debba essere migliore del design che scompare. Non capisco perché le pietre debbano essere migliori delle piume di un uccello del paradiso. Non capisco perché le piramidi siano migliori delle capanne di paglia birmane. Non capisco perché i discorsi del presidente siano migliori delle parole d’amore sussurrate di notte in una stanza… se devi insegnare qualcosa sul design, devi insegnare prima di tutto qualcosa sulla vita e devi insistere anche spiegando che la tecnologia è una delle metafore della vita“. Parole potenti, vero?

Torniamo al trend grafico: gli ingredienti sono vettori, pattern geometrici, grossi blocchi di colore, e piccoli elementi un po’ eccentrici tipo zig-zag, confetti e scarabocchi vari. Linee geometriche, orientamento obliquo, colori saturi e squillanti, distribuzione più o meno omogenea e rotazione casuale degli elementi come si vede dalle immagini qui sotto che sono prese dal sito memphis-milano.com dove si possono vedere (e comprare) le creazioni del collettivo. A volte questi pattern si ritrovano alternati a pattern geometrici rigidi, come righe bianche e nere, quadrettature ecc., generando un forte contrasto visivo. Molti dei pattern del Gruppo Memphis sono opera di Nathalie Du Pasquier.

La Memphisata

Questa è la mia interpretazione del neo-memphis, ultravivace e un po’ spavalda. Ho provato a modernizzare i pattern classici usando colori meno sparati per dare un effetto più contemporaneo. Per farlo ho usato la palette suggerita da Pantone per la primavera 2017, campionando selvaggiamente i colori con il contagocce di Illustrator. Pantone ha selezionato i 10 colori più visti sulle passerelle di moda per la primavera 2017 e tra questi colori potrebbe nascondersi il colore dell’anno 2017 secondo Pantone (lo sapremo a dicembre).

Non è che un designer deve per forza usare colori di tendenza, ma almeno sapere quali sono, visto che quelli dello scorso anno, il rosa quarzo e il blu Serenity, li abbiamo ritrovati ovunque, nella moda, negli accessori, nell’arredamento, nella grafica ecc. Anche i designer “me-ne-frego-delle-mode” dovrebbero conoscerli per evitare di usarli accidentalmente!

Pantone Spring 2017
fig. 5 – Pantone Spring 2017

neo memphis
neo memphis dangeloweb
neo-memphis dangeloweb
neo-memphis dangeloweb
neo-memphis dangeloweb
neo-memphis dangeloweb

Buona Memphisata! E non dimenticate di postarmi il link nei commenti se pubblicate qualcosa di neo-memphis!

About Author

Valentina D'Angelo

Lavora nella grafica professionale dal 2000. Freelance per vocazione, appassionata di comunicazione visiva, di segni e immagini parlanti. Innamorata di tutto quello che è nuovo e che è ancora da conoscere. "Su un'isola deserta mi porterei... gli occhi. Forse anche uno smartphone."

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