La fortuna e il coraggio di fare della mia passione il mio lavoro.
Valentina D'Angelo

Preparare i file per la stampa: i controlli da fare prima di andare in stampa

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La stampa online è diventata una routine per me: è utile, veloce, affidabile ed economica e permette di lavorare anche su basse tirature. Questo fa felici tutti, sia i progettisti che i loro clienti. L’importante è affidarsi ad un service serio; ce ne sono diversi in rete, ognuno con i suoi pro e contro, ma in linea generale, un buon indicatore di affidabilità del service è la funzionalità del sito web, certo non è detto che un bel sito faccia sempre una buona azienda, ma la maggior parte delle volte è proprio così.

Ciascun service fornisce le sue linee guida per preparare i file esecutivi per la stampa, ma ci sono dei punti generali comuni a tutti. Alcuni di questi accorgimenti sono dovuti al fatto che i service e le tipografie non stampano su fogli a misura, come facciamo noi in casa, ma su grandi fogli che, dopo essere stati stampati, vengono rifilati, cioè tagliati a misura.

Formato del file esecutivo

Sono richiesti esecutivi di stampa in formato PDF, TIF oppure JPG. Come regola generale, se abbiamo solo immagini, come foto o illustrazioni, possiamo mandare al service un file jpg o tif, mentre se sono presenti anche testi o immagini vettoriali, meglio preparare un pdf.

Dimensioni del documento

Verificare che le dimensioni del documento siano corrette; può sembrare scontato, ma non lo è (leggi sotto).

controlli stampa dangeloweb

Abbondanza

Se si hanno immagini o grafiche che smarginano fuori dalla pagina, bisogna prevedere un’abbondanza (Bleed), cioè lasciare tutto intorno al documento uno spazio con quelle grafiche. Questo per fare in modo che quando la macchina taglia il foglio, non si vedano bordi bianchi. Questo spazio varia a seconda del formato del file finale, più comunemente è richiesto tra i 2 e i 5 millimetri. In genere i service vi richiedono l’abbondanza anche se non avete grafiche che smarginano.

ATTENZIONE! Molti service incorporano l’abbondanza nelle dimensioni del documento, chiedendovi un documento di qualche millimetro più grande rispetto al formato finale di stampa. Facciamo un esempio. Supponiamo di avere un documento A4 (210×297 mm). Il service ci chiede di fornirgli un documento 214×231 mm, cioè di aggiungere 2 millimetri tutto intorno al documento. In questo caso l’abbondanza viene inglobata nel file finale.

Distanza di sicurezza

E’ buona regola rispettare un’area di sicurezza che è una cornice immaginaria di qualche millimetro di spessore che si trova ai margini del documento. In pratica non bisogna avvicinare troppo gli elementi fini, soprattutto i testi, ai confini del foglio perché c’è il rischio che vengano falciati durante il taglio della carta. Il taglio infatti, non è così preciso come ci piacerebbe che fosse e può avere un’oscillazione di qualche millimetro.

Spazio Colore delle immagini

Per quanto riguarda le immagini, devono essere in quadricromia, quindi tutte le immagini in RGB vanno convertite in CMYK. Leggete bene le indicazioni del service, perché alcuni vi indicheranno anche un profilo di colore specifico.

Risoluzione delle immagini

La risoluzione varia in funzione del formato finale del file, cioè della grandezza dello stampato e della distanza alla quale verrà osservato. Quindi un grande manifesto avrà una risoluzione più bassa di un volantino.

Lo spessore delle linee

Mantenere uno spessore delle linee congruo alla risoluzione e alle dimensioni finali dello stampato: su un manifesto 70×100 cm non faremo linee di 1 pt di spessore perché non si vedrebbero bene, dal momento che un manifesto viene visto da una certa distanza. Mentre sugli stampati più piccoli si possono fare linee più sottili. Comunque, per sicurezza, non scendo mai sotto 0,75 pt.
Se sono previste lavorazioni particolari, come stampa a caldo, o a rilievo, le linee devono essere un po’ più spesse del normale.

Nero ricco

Se sono previste campiture di nero, grafiche, non di testo, si può arricchire il nero (K 100) con delle percentuali di altri colori. Questo conferisce al nero un aspetto più pieno, profondo. Ci sono diverse formule di nero ricco, in pratica ciascuno ha la sua ricetta, come ad esempio C40 M40 Y40 K100, oppure C60 M40 Y40 K100; si parla anche di un nero freddo, cioè tendente al ciano (C60 M0 Y0 K100) e di un nero caldo che invece include giallo e magenta, cioè tonalità calde (C0 M60 Y30 K100)

About Author

Valentina D'Angelo

Lavora nella grafica professionale dal 2000. Freelance per vocazione, appassionata di comunicazione visiva, di segni e immagini parlanti. Innamorata di tutto quello che è nuovo e che è ancora da conoscere. "Su un'isola deserta mi porterei... gli occhi. Forse anche uno smartphone."

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